Béla Bartók: The Miraculous Mandarin
Zubin Mehta, conductor
Berliner Philharmoniker
Recorded at the Berlin Philharmonie, 6 December 2009
Dal canale dei Berliner Philharmoniker.
June 30th, 2011 § 0
Béla Bartók: The Miraculous Mandarin
Zubin Mehta, conductor
Berliner Philharmoniker
Recorded at the Berlin Philharmonie, 6 December 2009
Dal canale dei Berliner Philharmoniker.
October 18th, 2010 § 0
First tramp goes through his pockets looking for money… without success.
Second tramp rummages in the drawer of the table, … finds no money.
Third tramp rises from the bed, advances on the girl and violently orders her to stand by the window to lure men in from the street for the tramps to rob.
The girl refuses.
The three tramps repeat the command. She agrees unwillingly and goes hesitatingly to the window.
(first decoy game)
September 7th, 2010 § 0
Pantomima
Dramatis personae:
In una squallida stanza di periferia, tre vagabondi costringono una ragazza ad adescare dalla strada i passanti per poi rapinarli.
Un vecchio trasandato e un giovane timido soccombono al fascino della ragazza ma, constatato che hanno i portafogli vuoti, i tre giovani li ributtano in strada.
Il terzo cliente è il misterioso mandarino. La sua impassibilità spaventa la ragazza che tenta di sbloccarlo con un ballo – ma quando l’uomo l’abbraccia ardentemente, lei scappa in preda al terrore.
Dopo un inseguimento selvaggio lui riesce ad afferrarla, ma a quel punto i tre vagabondi saltano fuori dal loro nascondiglio, lo derubano di tutto ciò che ha e cercano di soffocarlo sotto un mucchio di cuscini.
Lo credono morto, ma lui si alza in piedi e con gli occhi pieni di passione fissa insistentemente la ragazza.
Lo feriscono con una spada, il mandarino accusa il colpo ma il suo desiderio è più forte delle sue ferite, e si scaglia nuovamente sulla ragazza.
Lo bloccano e lo impiccano, ma è impossibile per lui morire.
Solo quando lo tirano giù e la ragazza lo stringe in un braccio, le sue ferite iniziano a sanguinare e lui muore.
August 9th, 2010 § 0
Melchior Lengyel è nato in Ungheria nel 1880. Figlio di un fattore, crebbe in campagna, nella grande pianura orientale del paese – la Puszta – nelle aziende agricole, spesso molto isolate, in cui il padre era di volta in volta impiegato dai proprietari terrieri. I genitori, pur essendo poveri, riuscirono a mandare ciascuno dei cinque figli maschi a scuola a Miskolc, la cittadina più vicina, dove Melchior si diplomò alla scuola commerciale e ebbe la fortuna di avere un ottimo professore di letteratura. Dopo un tentativo di guadagnarsi da vivere scrivendo poesie e storie, si rassegnò a diventare contabile di una ditta di assicurazioni della città di Kassa, tenendo segrete le sue ambizioni letterarie.
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July 30th, 2010 § 0
The Chicago Symphony Orchestra‘s critically acclaimed multimedia presentation of Bartok’s Miraculous Mandarin.
La Chicago Symphony Orchestra presenta il Mandarino Meraviglioso di Bartok.
Clicca sui link che seguono per visualizzare i filmati su youtube.com
July 10th, 2010 § 0
La struttura è quella della suite, un susseguirsi di unità sceniche autonome legate fra loro dal collante di alcuni motivi tematici e delineante comunque un disegno simmetrico1; l’episodio centrale dell’inseguimento agisce da spartiacque fra i tre quadri iniziali degli adescamenti ed i successivi tre tentativi di omicidio. Allo stesso modo l’introduzione trova simmetria nell’episodio della morte del mandarino che conclude l’opera:
l’arco si chiude unendo il frastuono della città ai singulti della morte.2
Questo esempio di organizzazione formale articolata ma sostanzialmente palindromica è tipica della maturità dell’autore e trova riscontro anche in altre opere dello stesso periodo. » Continua a leggere «
July 8th, 2010 § 0
La trama del balletto (immutata rispetto a quella della pantomima) è stata adattata dal testo originale di M. Lengyel per attuare una simmetria tra inizio (le tre danze di adescamento) e fine (i tre tentativi di omicidio) dell’opera con baricentro nella danza e inseguimento centrali: nel testo originale i tentativi di omicidio erano quattro. Per permettere di seguire gli eventi scenici più facilmente, nella partitura è stato inserito il testo relativo alle azioni compiute.
Alla musica compete un considerevole compito descrittivo, che si attua anche nella delineazione dei personaggi mediante melodie, armonie o ritmi. Non si può comunque parlare di leitmotiv, perchè
la concettualizzazione simbolica è talmente minuta da investire la singola nota e i rapporti che essa assume con altre note di abito simbolico diverso.1
Per questo soggetto moderno, Bartók fa un’illustrazione sonora più violenta, dalle dissonanze brutali e una ritmica suggerita dai rumori della città, con il fracasso insolito e grossolano dei quartieri malfamati. Si trattava quasi di una sfida per lui a rendere bene una musica capace di tradurre l’abiezione, in ogni caso il lato amorale, di un soggetto la cui scelta può sorprendere.2
L’orchestra è composta da piccolo, 2 flauti, 3 oboi, corno inglese, 3 clarinetti, clarinetto basso, 3 fagotti, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, batteria con sei pezzi, xilofono, celesta, arpa, pianoforte, organo, quintetto d’archi e un coro completo. » Continua a leggere «