1.4 La “prima”

June 9th, 2010 § 0

La prima mondiale de Il mandarino meraviglioso in forma di pantomima (interpreti Wilma Aug e Ernst Zeiller) fu data il 27 novembre 1926 all’Opera di Colonia grazie all’intervento del direttore musicale, l’ungherese Jenö Szenkár, che conosceva Bartók e ne sosteneva l’operato. La regia di Hans Strohbach intese conservare pienamente il valore di pantomima accantonando ogni tentazione coreografica, senza però lesinare sulle inclinazioni espressioniste.

L’accoglienza della stampa fu quanto meno sarcastica, e già durante l’allestimento la piccola borghesia cattolica (forse spaventata dal letto al centro della scena) si oppose alla rappresentazione, creando una situazione al limite dello scandalo.
Limite che venne peraltro superato durante l’esecuzione (buona parte del pubblico se ne andò prima della fine), ed in seguito, quando il clamore raggiunse un livello tale che la pantomima venne completamente rimossa dal programma, per evitare situazioni se possibile ancor più spiacevoli, su ordine diretto del primo cittadino della città, il sindaco Konrad Adenauer1.

L’eco della violenta reazione pubblica si può cogliere dalla minuziosa cronaca comparsa il 29 novembre sul Kölner Stadt-Anzeiger: «Fin dall’inizio la pantomima ha destato una vasta opposizione. Lo sdegno esploso fra il pubblico e la disgustosa trama hanno fatto subito svuotare le file anteriori prima della fine. Non appena il sipario è calato è seguita una rapida ritirata… La prima di questa bartókiana commedia di prostitute e ruffiani con il loro seguito di baccano orchestrale sarebbe terminata in un calmo e silenzioso rigetto se piccoli gruppi sparsi non avessero tentato di trasformare l’incontestabile fallimento in un successo con applausi e chiamate alla ribalta dell’autore. Ciò ha sollevato l’indignazione del pubblico che fuggiva… la folla infuriata è tornata indietro in sala e non riuscendo a coprire gli applausi con i fischi, centinaia di grida sono risuonate per parecchi minuti: vergogna! volgarità! scandalo! subissando gli applausi. Il chiasso è aumentato di nuovo quando a dispetto di ogni evidenza il sig. Bartók è salito sulla scena; era proprio il momento di calare il sipario, cosa che fu fatta con il plauso della maggioranza».2

Nonostante la causa dello scandalo fosse principalmente quanto accadeva sulla scena, l’opera venne censurata in toto: questo evento segnò per anni il destino del Mandarino.

In seguito alla debacle di Colonia, Bartók scrisse al suo editore, Universal:3

“Dato che, come conseguenza dello scandalo creato, non c’è speranza che venga rappresentata in Germania per lungo tempo, dobbiamo fare il possibile per avere l’opera (anche i due terzi di essa) eseguita in forma di concerto. Io credo che sia il miglior lavoro per orchestra che abbia mai scritto, e sarebbe un vero peccato lasciarlo sepolto per anni. Ora, dopo la performance di Colonia vedo che si può utilizzare per il concerto una parte più ampia dell’opera rispetto a quanto immaginavo in origine.”

Nel 1927 venne pubblicata la versione definitiva della suite orchestrale con il sottotitolo “Musica dalla pantomima dallo stesso titolo”, e comprendeva tutta la prima parte dell’Opera con la sola aggiunta di alcune nuove battute conclusive. Verrà eseguita a Budapest il 15 ottobre 1928, risvegliando inaspettatamente l’interesse per la pantomima, tanto che il direttore dell’Opera di Budapest, Miklós Radnai, si sbilanciò nel dichiarare l’intenzione di inserirla in programma per la stagione successiva; nonostante la benevola inclinazione del direttore, il progetto fallì.4

Venne fatto un altro tentativo, e si riuscì ad inserire l’opera in programma per il 25 marzo 1931, cinquantesimo compleanno dell’autore. Le prove cominciarono regolarmente, ma la pressione degli ambienti conservatori indussero l’Opera ad apportare delle modifiche all’ambientazione: a questo punto fu l’autore a protestare, col risultato di giungere prima ad un rinvio dell’opera (ufficialmente a causa di una malattia che colpì l’attrice protagonista) ed in seguito alla sua cancellazione definitiva.

Durante gli ultimi mesi del 1935, Bartók attuò una revisione del finale.

Un ultimo ‘disperato’ tentativo di portare all’Opera di Budapest la pantomima lo si fece nel 1941; venne fissata la data del 6 febbraio, ma ancora una volta la rappresentazione fu vietata dalle autorità quando scene e costumi erano già pronti.5


  1. “[Konrad Adenauer] nacque a Colonia il 5 gennaio 1876 da una famiglia cattolica. Fin da giovane entrò nella politica tedesca [...] fino a ricoprire, dal 1917 prima dell’avvento dei nazisti, la prestigiosa carica di borgomastro della sua città natale. Fu estraneo e avversario del nazismo [...] ma fu in urto con l’amministrazione alleata (nello specifico con gli inglesi) che, dopo averlo duramente e ripetutamente accusato di incompetenza, lo costrinsero alle dimissioni. Nel 1948 fu presidente del Consiglio parlamentare e, dopo le elezioni del 1949 che videro il suo partito vincitore, Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca (Rft). [...] Portò avanti una politica anticomunista, europeista legata al mondo atlantico, agli Stati Uniti d’America ed al resto dell’occidente. [...] Nel 1957 ci fu il trionfo elettorale del Cancelliere che aveva dato il via alla ricostruzione ed ad un forte sviluppo dell’economia tedesca. [...] [La Germania] in pochi anni tornò ad essere una potenza economica mondiale superando le difficoltà seguite alla sconfitta ed all’onta della sconfitta subita. [...] La necessità di costituire una nuova coalizione di governo con i liberali della Fdp nel 1963 fece si che nel 1963, dopo 14 anni di ininterrotto governo, Konrad Adenauer fosse costretto a dimettersi ed a lasciare la cancelleria, pur continuando a rimanere Presidente della Cdu. [...] È morto alla veneranda età di 91 anni nel 1967.” L. MOLINARI, Il cancelliere di ferro della Germania Federale, in Cronologia, Franco Gonzato, 1997, agg. 2004, <http://www.cronologia.it/>.
    “Diventato cancelliere tedesco dopo la Seconda Guerra Mondiale, Adenauer ebbe il pudore di riconoscere che il suo divieto di Colonia era stato un errore.” A. CASTRONUOVO, op. cit., p. 301.
  2. A. CASTRONUOVO, op. cit., p. 300.
  3. V. LAMPERT, op. cit.
  4. “A Budapest si era preso subito nota di quel che era successo a Colonia e il 14 dicembre apparvero sul Pesti Napló queste righe:«In base alle nostre informazioni nuovi ostacoli impediscono la prima di Budapest. Circoli ufficiali hanno appreso degli incidenti di Colonia e il Dipartimento per l’Arte del Ministero della Cultura ha notificato all’Opera che prima di ogni prova deve sottomettere il testo de Il mandarino meraviglioso poiché il Ministro desidera determinare se la pantomima di Béla Bartók può comparire o meno sulle scene dell’Opera Reale Ungherese».” A. CASTRONUOVO, op.cit., p. 301.
  5. A. CASTRONUOVO, op.cit., p. 302.

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