2.2 Il successo

June 14th, 2010 § 0

Nel 1942 il sovrintendente della Scala Carlo Gatti chiamò Milloss da Roma a Milano (dove già collaborava con il Teatro) per chiedergli: Visto nulla osta«Dal Minculpop è arrivato l’ordine di fare una stagione di opere contemporanee. Ha qualche idea?».1
Erano gli anni in cui circolavano le liste degli intellettuali rappresentanti dell’arte degenerata che dovevano essere boicottati nei paesi nazifascisti, ma Milloss non aveva dubbi su cosa proporre, e nessuno fece opposizione.

L’annuncio della rappresentazione a Milano de Il mandarino meraviglioso, il 12 ottobre 1942, suscitò le reazioni dei tedeschi, ma Mussolini quella volta fece di testa sua e autorizzò la rappresentazione del balletto.2

L’entusiasmo era alle stelle:

“[...] per la prima volta avevo potuto applicare le mie idee anche sulla coreografia. In più, questo accadeva per l’opera di un compositore, contemporaneo e mio connazionale, che era proibita nell’Ungheria semi-nazista di allora. E alla Scala!”3 » Continua a leggere «

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