3.1 Premessa all’analisi dell’opera

July 4th, 2010 § 0

Bartók era un uomo colto, pacato, educato, aperto alla natura e legato alla leggenda rustica, semplice ma non banale, dall’animo puro e innocente senza essere moralista (la parola scurrile, la barzelletta volgare gelavano sulle labbra del più impenitente mattacchione1); nel 1938 Serge Moreux resta colpito «dalla distinzione e dall’eleganza raffinata di quest’uomo di media statura, dal viso allungato, giovanile sotto una capigliatura bianca ed illuminato da uno sguardo azzurro e inquisitore. Dalla sua snellezza fisica, trasparivano una tranquillità alquanto melanconica, una tensione di arco teso irrigidito senza sforzo, e una riservatezza amabile si sprigionava da una cortesia rara ai nostri tempi».2
E’ lecito quindi porsi la questione sul perchè questo asceta laico3 si fosse imbattuto ed impuntato su un soggetto scabroso e scandaloso dall’esistenza scenica tanto difficile come il Mandarino. » Continua a leggere «

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