7.1 Note sull’autore Melchior Lengyel

August 9th, 2010 § 0

Melchior Lengyel è nato in Ungheria nel 1880. Figlio di un fattore, crebbe in campagna, nella grande pianura orientale del paese – la Puszta – nelle aziende agricole, spesso molto isolate, in cui il padre era di volta in volta impiegato dai proprietari terrieri. I genitori, pur essendo poveri, riuscirono a mandare ciascuno dei cinque figli maschi a scuola a Miskolc, la cittadina più vicina, dove Melchior si diplomò alla scuola commerciale e ebbe la fortuna di avere un ottimo professore di letteratura. Dopo un tentativo di guadagnarsi da vivere scrivendo poesie e storie, si rassegnò a diventare contabile di una ditta di assicurazioni della città di Kassa, tenendo segrete le sue ambizioni letterarie.
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3.2 Trama ed analisi della partitura

July 8th, 2010 § 0

La trama del balletto (immutata rispetto a quella della pantomima) è stata adattata dal testo originale di M. Lengyel per attuare una simmetria tra inizio (le tre danze di adescamento) e fine (i tre tentativi di omicidio) dell’opera con baricentro nella danza e inseguimento centrali: nel testo originale i tentativi di omicidio erano quattro. Per permettere di seguire gli eventi scenici più facilmente, nella partitura è stato inserito il testo relativo alle azioni compiute.

Alla musica compete un considerevole compito descrittivo, che si attua anche nella delineazione dei personaggi mediante melodie, armonie o ritmi. Non si può comunque parlare di leitmotiv, perchè

la concettualizzazione simbolica è talmente minuta da investire la singola nota e i rapporti che essa assume con altre note di abito simbolico diverso.1

Per questo soggetto moderno, Bartók fa un’illustrazione sonora più violenta, dalle dissonanze brutali e una ritmica suggerita dai rumori della città, con il fracasso insolito e grossolano dei quartieri malfamati. Si trattava quasi di una sfida per lui a rendere bene una musica capace di tradurre l’abiezione, in ogni caso il lato amorale, di un soggetto la cui scelta può sorprendere.2

L’orchestra è composta da piccolo, 2 flauti, 3 oboi, corno inglese, 3 clarinetti, clarinetto basso, 3 fagotti, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, batteria con sei pezzi, xilofono, celesta, arpa, pianoforte, organo, quintetto d’archi e un coro completo. » Continua a leggere «

1.3 Dall’ispirazione alla prima stesura

May 31st, 2010 § 0

La prima ispirazione risale al gennaio del 1917, quando Bartók rimase affascinato dalla lettura del testo di Menyhért (Melchior) Lengyel1, Il mandarino meraviglioso, pubblicato sulla rivista letteraria ungherese Nyugat della quale era abbonato. E’ probabile che fosse stato scritto nel 19122 per il balletto di Diaghilev3 o come base di un libretto per una opera che Ernö Dohnányi4 avrebbe dovuto scrivere5. Nessuna delle due possibilità si concretizzò lasciando a Bartók la possibilità di utilizzare la trama per un suo lavoro.

Dalla tradizione narrativa orientale dell’amante invulnerabile, Lengyel era riuscito a trarre un intreccio di grande modernità, soprattutto per l’ineffabile combinazione fra atmosfera fantastica e sordido realismo.6

Pochi mesi dopo averlo letto, Bartók aveva già composto alcune parti complete. » Continua a leggere «

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